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........Quella puttanella poteva aver fatto danni anche seri. Danzi ricordava i tempi di Xiamen, quando volgeva lo sguardo ad un mare sempre calmo in giornate sempre splendide; le spiagge erano assolate tutti i giorni ma per Danzi erano tristi e vuote. Non erano bastati tutti i litri di Whisky che si era bevuto, tutte le puttane che si era scopato e neppure la vicinanza di una amica che soffriva dello stesso male. Occhi grandi e blu, come il blu del mare di Xiamen che non è mai proprio completamente blu; era bella e si faceva inculare tutte le sere. Se ne veniva strillando come una cagna mentre prendeva a fondo il cazzo di Danzi nella figa spellacchiata. Poi lui si cavava il preservativo e iniziava a spalmarle l’umettante attorno al buco del culo. Piano piano, mentre il respiro gli si accorciava e la cappella gli si gonfiava. Sempre piano lo appoggiava sul centro del buchino stretto di quel gran sedere siberiano e aspettava il momento in cui fosse richiamato dall’interno. Un piccolo urlo di sorpreso e ipocrita spavento da lei e poi si rilassava. Respirava profondamente e con ritmo, respirava e tirava dentro il cazzo fino in fondo e poi ne voleva di più e lo diceva. Osvaldo, diceva, ne voglio di più, ne voglio di più. Osvaldo guardava l’immagine del culone aperto di lei riflessa nel vetro della finestra chiusa al suo fianco destro; immaginava che Angela fosse lì a guardarli mentre lui infilava con perizia due metri di cazzo gonfio nel centro di quelle due chiappe bianche spaccate a metà da un ampio buco di culo spanato. Lei guardava e lui diceva: “guarda troia, mica scherziamo, mica facciamo per finta noi. Stiamo inculando a fondo, seriamente e molto a fondo.” Sospendendo il cazzo dentro, ma quando proprio era tutto dentro, ripeteva: “guarda puttana, guarda bene” e lasciava che Angela guardasse, che si eccitasse a sua volta e si inacidisse di umida gelosia. Angela era gelosissima.
sia. Angela era gelosissima. Lei poteva essere gelosa, Osvaldo no. Lei poteva far domande, ma Osvaldo no. La prima settimana in cui Tatiana dormì con Danzi venne inculata tutte le sere e tutte le mattine lei lo svegliava facendogli un bocchino con ingoio totale. Fidanzata sovietica, non si tira indietro davanti a niente. La ingombrante presenza della tettona russa, le sue spalle larghe, il suo culone ampio, pallido e sempre pronto, non riuscivano neppure a ricreare l’ombra della piccola Angela; la viperina, la puttanella con le zinnette piccole e le gambette corte; non erano bastate tutte le puttane di Xiamen, non bastavano tutti i quotidiani bocchini per colazione e le inculate per cena con Tatiana; per compensare la mancanza della piccola peste non sarebbe bastato tutto il Whisky d’Irlanda.
Microsoft era riuscita proprio lì dove la chiesa aveva fallito. Aveva lavorato perché si potesse ottenere una generazione di casti che praticano il sesso solo virtualmente; e avrebbe avuto successo se avesse potuto disporre di tecnologie affidabili. Tutti quelli che fra i componenti delle due generazioni precedenti (quella di Danzi e degli scopatori che lo avevano anticipato) avevano scopato tantissimo, prendi i maggiori scopatori in assoluto, avranno sempre scopato meno di quanto avrebbero voluto. Di quando in quando può rendersi utile l'avere a portata di mano una mignotta. In Italia chi ci va ne ricava una esperienza generalmente squallida. Se va con una puttana italiana, molto probabilmente si troverà in auto con una donna in ansia di fretta; qualcuna che avrà: calze rotte, mani sporche, puzza di fumo e che sembrerà mettercela tutta per far capire che non le piace il suo mestiere di puttana. Ma se non ti piace fare la puttana perché non hai scelto di fare un altro mestiere? ‘Non si trova lavoro. Mio marito mi ha piantato. Mi drogo. A lavare le scale non ci vado. Il mio fidanzato mi costringe a battere.’ Ci sono situazioni stranissime anche in Italia. A chiunque si domandasse perentoriamente: “sei mai andato a puttane?” La risposta sarà quasi certamente una delle tre: “no, mai.” Oppure “si, solo una volta, quando ero militare”. O, infine, “si, ma solo la prima volta: avevo 14 anni, mi ci hanno portato gli amici per farmi uno scherzo”. E ci sono anche cinquantenni che dicono di non essersi mai masturbati e di non masturbarsi mai.
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